diario di una naturopata, Professione

CHI SONO

Chi sono,
mi presento, forse ad oggi ho dimenticato di farlo e me ne scuso. Ma non è mai troppo tardi!
 
Ciao e ben venuto sul mio blog!
Mi chiamo Cinzia,   cosa posso dire di me?
Direi di partire dal principio.
Dunque, sono una persona semplice d’animo, seguace della parte più bucolica e genuina della vita. Sono molto, anzi forse troppo  introspettiva con una sensibilità  marcata che mi permette di stabile un contatto di empatia e comprensione con le persone che si aprono a me. Dicono di me che ho di “un’intelligenza emotiva disarmante”. Amo cucinare “a modo mio”(senza fronzoli), e nel tempo ho trovato un buon equilibrio fra un’alimentazione ricca di proprietà benefiche e salutari che unisca a questo anche una giusta etica, non politicizzata ma sensata e umana con il sapore della cucina “quella di una volta e minimalista.
Sicuramente riscoprendo quel sapore e quell’aspetto più vero che nulla assomiglia a quello artefatto e colorato della produzione industriale del “già cotto e pronto”. Dunque sapore, odore e gusto “pulito”. Un ‘insieme di profumi e di” suoni” armoniosi che rinfrescano la mente e scaldano l’anima come una tisana fumante in una fredda serata invernale sa ritemprare il corpo infreddolito.
Sono molte le persone che già mi conoscono professionalmente.
Sono riuscita a coronare il sogno di una vita associando affinità caratteriali con le passioni che sentivo dentro. Mi reputo dunque alquanto fortunata. Sono naturopata e insegno meditazione e scrivo. Quella del naturopata è una  vocazione direi, più che una professione. Una scommessa che non è sempre vincita. Un sogno che alimenta speranze spesso confuse o male intese.
Ma chi sono davvero?
Intanto tornando indietro all’anno zero, posso dire di essere  nata già “salutista e vegana” con una passione viscerale per “lo stare bene”. Guidata dalla mia famiglia verso la genuinità e la cucina “fatta a mano”.
Sono figlia infatti (e sorella) di cuochi professionisti. Il talento di mio padre, nel trasformare “le cose” in cibo delizioso  mi ha sempre affascinata e colpita e anche frustata. Per anni non ho osato cucinare e ho ripudiato questa straordinaria arte per timore di non essere all’altezza. Ma i talenti non rimangono silenti per sempre. Prima o poi affiorano e non si possono più respingere.
Ho osservato  lungamente l’amore e la pazienza di papà mentre cucinava. La ricercatezza di sapori che nascono dal “niente”. Incredibile,ma come fai? Ma anche la  “solitudine” e l’orgoglio scolpiti  in quello sguardo profondo e attento in ciò che faceva con maestria e umiltà nell’intraprendere  quotidiani ” viaggi culinari ” partendo dalla “A” e finendo con la “Z” che prima non c’erano. Non credo che mio padre abbia mai acquistato o mangiato qualcosa di “pronto” per se stesso o per noi, la sua famiglia. Così sono cresciuta con il palato fino e allenato. Riconosco un cibo preparato “in casa” a colpo d’occhio, senza neppure doverlo assaggiare. Mia mamma preparava una crostata di mele che era la fine del mondo. La cui ricetta è stata praticamente distribuita senza riserva alle mamme delle mie compagne di scuola delle elementari e delle scuole medie. Da mia madre ho ereditato la disciplina che  mia nonna (sua madre) corrompeva con leccornie, coccole, mancette e vizi.
Ho avuto la fortuna di avere una nonna innamorata di me. Una nonna che nel tempo è stata più mamma  che nonna. Sempre presente, pronta ad ascoltare e consolare. Sono cresciuta con lei, correndo nei prati, salvando passerotti e osservando le rane gracidare nella pozza dietro casa e rincorrendo lucertole  distratte dal sole. Colorandomi di nascosto le palpebre di azzurro. L’unico trucco di mia madre, era infatti una matita per gli occhi azzurra rimasta nel mio cuore come “un gioco” proibito da grandi. Mamma non voleva, il mio viso doveva essere pulito come era giusto per una bimba di quella età.
Con nonna ho avuto il mio primo pezzo di orto quando avevo poco più che una manciata di anni. Su mia insistenza, riuscii a strapparle la gentile concessione di  avere un minuscolo fazzoletto di terra tutto per me, all’estrema periferia del suo orto già molto produttivo.  Il mio evidente  innato “pollice verde” era così florido che  da un piccolo rametto di siepe, trovato per caso al bordo della riva confinante con la casa del vicino di casa di allora, negli anni cinse in un grande abbraccio l’intero  perimetro  del giardino e dell’orto.  E poi pomodori, carote e zucchine crescevano vivacemente danzando al sole l’inno della pienezza e dell’abbondanza. La cosa buffa è che seppur di essenza bucolica, con la zappetta in mano, sono sempre stata “eccessivamente signorina di città”. Guai se le mie scarpette paperine dorate si sporcavano di terriccio! Erano lacrime e capricci. E già seminavo e irrigavo con vestitini di pizzo e calzette ricamate!
Così la passione per la genuinità  e l’ essere “eccessivamente signorina” nel  tempo trovarono un buon equilibrio sfociando in amore verso l’arte, le cose belle e talento per la pittura, il disegno e la scultura.  Così intrapresi  un percorso di studi artistici. Spentosi poi, come una sigaretta consumata e gettata in una pozzanghera. Terminata l’accademia delle belle arti, iniziai a lavorare sotto le ali della sovrintendenza ai beni architettonici di Torino. Ma compresi come l’arte del restauro nella sua pratica non portava alcun componente aggiuntivo al mio animo ambizioso di “dare”..  Così verso i trent’anni mi sono armata di libri e di pazienza. Abbandonando pennelli e velleità da restauratrice (considerata allora  una professione pregevole e privilegiata)  mi sono reinventata un lavoro che oggi sento molto forte e che mi rende felice nonostante le difficoltà.
Sono stata sensibile e caparbia nell’ascoltare i miei bisogni. Ho saputo essere una donna consapevole del proprio destino che utilizza al meglio le peculiarità caratteriali e il suo ”corredo cromosomico” per fare qualcosa di sincero, vero, utile e sentito.
Così vicina all’uscita della mia raccolta di ricette, apro questo blog per condividere idee, ricette, opinioni che siano in linea con uno stile di vita più consapevole e  vero. Vi apro le porte della  mia cucina e l’esperienza del mio lavoro di naturopata.
Lavoro su un ricettario facile, semplice vegano, vegetariano, naturale e gluten free rispecchiando  la coerenza su cui baso il mio lavoro di ogni giorno e soprattutto la mia vita.
Buona lettura e partecipazione a tutti.
Benvenuti sul mio blog…una naturopata in cucina!
 

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