medicine e tecniche naturali, meditazione e suoni, Professione, riflessologia

Il ruolo del naturopata

Oggi voglio spiegarvi brevemente il ruolo del naturopata, ovvero chiarire qualche punto sul mio lavoro. Parto con il dire che,sono sicuramente una naturopata fortunata. Ho un ottimo rapporto con la mia clientela, che nel tempo diviene parte piacevole della mia vita.Ho instaurato un rapporto cliente – operatore affabile e amichevole, sincero.
Sono soddisfatta e gratificata quando noto disponibilità, interesse vivo “verso la materia”, desiderio di stare bene. Ma soprattutto,quando il cliente diventa consapevole e vive con partecipazione la seduta, il mio lavoro diventa davvero bello!
Ma svolgere la professione del naturopata, cosa vuol dire?
Prima di ogni cosa, mi viene spontaneo scrivere che non è facile “fare naturopatia”. In un epoca dove regna il culto del benessere inteso come beauty wellness, applicata all’estetica, alla bellezza del corpo, più che alla sua componente salutistica. Eh già, il punto della questione è questo. Spesso, chi pratica in modo assiduo l’ambiente del fitness non sempre è interessato a costruire dentro, in modo causalistico e “pazientistico” la sua salute. Terme, saune, massaggi, palestra. Sono tutti ottimi metodi per prendersi cura del proprio corpo. Ma la naturopatia è qualcosa di diverso. Prima di ogni cosa, fare naturopatia, almeno per me è così, è riempire quel “vuoto lacunoso di mancata partecipazione assistenziale”, che si è creato nel rapporto fra medico e paziente, mai però, sostituendolo ad esso. Come naturopata in sostanza cerco di creare una relazione più umana e di ascolto. Laddove il cliente si possa sentire a proprio agio con se stesso e riesca, insieme al mio aiuto professionale, a ritrovare quell’equilibrio che gli impedisce di sentirsi in salute. Io offro al mio potenziale cliente strumenti diversi per affrontare al meglio il suo percorso verso il benessere.

Sono naturopata e dunque la mia missione primaria è il causalismo.
Non mi occupo, e non mi accontento di tamponare il disagio togliendo il sintomo, ma cerco di comprendere quale possa esserne la causa prima
. Per farlo utilizzo ogni mezzo consentitomi dalla legge e dall’etica deontologica del naturopata. E per farlo mi impegno, mi impegno molto, ma ho bisogno che anche tu cliente mi dia fiducia e tempo.

Mi sono specializzata in iridologia olistica. Disciplina che mi permette di lavorare sulla prevenzione, in modo non invasivo. Ti permetto in questo modo,di conoscere i tuoi punti di forza organici e quelli più deboli. Saperlo mi permette di gestire al meglio le informazioni che mi dai, per riequilibrare la tua situazione. Cosa non fa l’iridologia? L’iridologia non legge le intolleranze. Se ve lo fanno credere, non siete in buone mani. L’iridologia non è una scienza che permette di leggere nel futuro. Se ve lo fanno credere…scappate a gambe levate. Quello che leggo e interpreto attraverso l’iride, è la saturazione organica degli acidi assunti attraverso l’alimentazione o da una cattiva assimilazione o ancora da carenze vitaminiche o altre cause, anche iatrogene. Saperlo mi permette di deacidificare l’organismo. Disinfiammandolo e riportando il suo PH in un range ottimale. Perchè è importante?
Perché riequilibrando gli acidi attraverso l’alimentazione o un trattamento alcalinizzante (se necessario), L’organismo si pulisce, si detossifica. Così si sta meglio e si spegne l’infiammazione che è la causa , o potrebbe esserlo, del dis-equiilbrio. . Attraverso l’iridologia è però possibile la lettura dei traumi emotivi/fisici dalla nascita al momento presente. Parliamo del cronorischio LO Rito. L’analisi iridologica è affidabile solo se effettuata con l’iridoscopio. La valutazione attraverso macchina fotografica o la lupe (lente) è lacunosa e non affidabile.
Come intervengo?
Il metodo che utilizzo e che amo particolarmente, riguarda le tecniche riflesse (riflessologia plantare e della mano). MI sono specializzata in reflessologia plantareUtilizzo tecniche diverse per quanto riguarda la riflessologia plantare. Questo mi permette di agire con successo in base al bisogno del soggetto e alla sua singola reattività.
Con quali altre soluzioni integro il mio lavoro?
Rivolgo il mio interessa per l’Energetica Cinese.
Perché?
Perché mi permette di aprire la mente verso ragionamenti più ampi e metodi millenari ma assolutamente attuali. La MTC mi aiuta a collegare quei punti e quei nessi che diversamente rimarrebbero dei buchi neri.
Poi?
Le tecniche meditative (sono istruttrice diplomata di mindfulness) si sono rivelate preziose nel tempo. Oggi, le persone sono molto stressate. Alla base del disturbo di insorgenza, vi è quasi sempre un disturbo interiorizzato (ansia, stress..).Si è così stressati e insoddisfatti che non è più sufficiente consigliare una tisana per rilassarsi o riposare. E’ necessario agire su più livelli (emotivo,intra ed extra cellulare).
Quello che chiedo?
Fiducia e partecipazione. Costanza e curiosità.
Non è facile comprendere le persone. Con alcuni si crea subito empatia. Con altri è più difficile penetrare dentro la loro testolina e comprendere cosa vogliono.
Sono rari, ma ci sono anche loro. Parlo di quei clienti che vengono una volta sola e poi si volatizzano nel nulla! A volte non tornano perché il trattamento non ha funzionato. E mollano senza parlarne con me. Senza provarci ancora. Parlandone insieme e cambiando logica di azione si può trovare invece la strada giusta. Oppure, ed è successo, non iniziano neppure il trattamento consigliato. E vagano da naturopata in naturopata, alla ricerca della salute perduta! Questi sono i soggetti peggiori. Che ti auguri di non avere mai. O ancora, ci sono clienti che eseguono in modo approssimativo i consigli ricevuti e senza costanza. Oppure migliorano e non vengono al controllo. Precludendosi la possibilità di gestire nel tempo il miglioramento.
Primo caso:
Cristina (nome di fantasia) viene per sottoporsi a una seduta di riflessologia. Il problema che mi sottopone è una cistite cronica.
Eseguo la seduta, snocciolo informazioni che le possono essere utili per aiutarla. Alla fine della seduta le ribadisco che la sua cistite può essere migliorata ma per avere successo deve ritornare. Le chiedo inoltre di farmi sapere come si sente , nei giorni dopo il trattamento. Non è più tornata. L’ho incontrata per caso in palestra. Ci siamo salutate, mi ha detto che il miglioramento c’è stato.
Perché lasciare una “terapia” a metà? Perchè accontentarsi del miglioramento quando si può stare ancora meglio?
Secondo caso: Stesso problema: cistite.
Rosy viene, mi chiede una consulenza. Parliamo e approfondiamo lo studio della sua costituzione e del suo “terreno”. Ascolto la sua storia.
Lavoriamo su più fronti. Mi chiama dopo due mesi circa ringraziandomi perché sta migliorando nettamente. Ritorna, facciamo il controllo, e “aggiustiamo il tiro”. E’ felice , ora sta bene! Libera dalla schiavitù della cistite. Dopo molto mi tempo chiama. Risolviamo candida ed emorroidi. Successivamente c’è una ricaduta di cistite (sono passati due anni). Ci vediamo. Cambiamo linea di azione e di nuovo sta bene. Lei è molto rigorosa e osserva attentamente ogni consiglio. Siamo in continuo contatto e mi aggiorna appena le difese si abbassano. Non aspetta più di stare male. Ci sentiamo, ci vediamo e insieme parliamo e valutiamo tutte le possibilità. Rosy è la cliente ideale. Non solo si occupa consapevolmente di se stessa. Ma si è creato un legame di fiducia naturopata -cliente. Gratificante per me e positivo per lei.

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